eSports: una realtà in crescita su cui investire

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Gli eSports sono una realtà nata tanti anni fa ma definita tale e divenuta famosa solo negli ultimi anni, grazie anche agli interessi economici.
Wikipedia, per esempio, ha visto nascere una pagina al riguardo soltanto nel 2011.
Questo settore è però sbocciato già negli anni settanta e ottanta con le prime competizioni mondiali di titoli storici come Space Invaders, con i giocatori alla ricerca del punteggio più alto.
Difatti, per definizione, gli eSports sono l’insieme di giochi elettronici soggetti all’organizzazione di eventi a livello competitivoprofessionistico.
Dunque ogni videogame, o quasi, può essere definito competitivo, che sia esso singleplayer o multiplayer.
Ne è dimostrazione la community di speedrunnersossia dei giocatori che mirano a finire un gioco nel minor tempo possibile.

I più celebri nel corso degli anni sono stati i titoli di strategia come Starcraft, o gli FPS come Call Of Duty, Counter StrikeQuake e Unreal Tournament.
Ancora oggi questi nomi sono noti e giocati, da veterani e giovani talenti da tutto il mondo che si approcciano al mondo competitivo cercando di dare un volto diverso al loro futuro videoludico.
Da hobby passa a professione, da semplice passione per tempo libero diventa un mestiere in grado di fruttare denaro.
L’avvenire degli eSports è un “Paese dei balocchi” digitale, una bomba la cui miccia sta bruciando da tempo e si appresta a raggiungere il nucleo esplosivo.
Ora, lo stiamo forse decorando di troppi aggettivi positivi? Lo stiamo rendendo un fenomeno più grande di quanto non sia in realtà?

 

I dati sugli eSports

 

mercato esports
Stima dell’audience fisica agli eventi

Dati alla mano, il pubblico e il business attorno agli eSports sta crescendo negli ultimi anni come mai prima d’ora.
Il Sole 24 Ore ha fatto una analisi approfondita al riguardo e articoli dello Johann Cruyff Institute hanno stimato, per il 2020, il sorpasso di un miliardo di dollari nelle entrate e la possibilità di arrivare a centinaia di milioni di utenti nello stesso periodo.
Già ora questa dimensione sportiva elettronica ha portato “scompiglio” in vari giganti di altri sport che, mettendo le mani avanti, hanno deciso di investire da subito comprando team già esistenti.

Per fare alcuni nomi: il Team Dignitas è stato acquisito dai Philadelphia 76-ers, gli NRG eSports hanno come proprietari star dello sport americano come Shaquille O’Neal e Alex Rodriguez, ex giocatore di baseball per i New York Yankees.
In Europa fenomeni simili si sono manifestati e team come Ajax FCParis Saint Germain hanno portato sotto loro nome i migliori giocatori di Fifa nei loro Paesi.
in Italia ci hanno pensato team come Sampdoria, Empoli e Roma, dove quest’ultima ha raggiunto accordi con i Fnatic.

Negli anni novanta la situazione era molto diversa, in quanto esistevano campionati ma senza prizepool come oggi.
Esistevano eventi ed enti come PGL, World Cyber Games, CPL e, più di recente, sono arrivate MLG ed Intel Extreme Masters.
Negli anni 2000 certe TV, in particolare in Asia dove si sono svolti i primi WCG, trasmettevano le partite 24/7 anche come repliche.
Ora abbiamo Youtube e Twitch che danno possibilità ai fan da tutto il mondo di connettersi pur di assistere agli eventi.
La ELeague americana viene trasmessa tutt’ora nel canale tv TBS e permette di avere una audience ancora maggiore.

 

Gli eSports domani

 

Insomma, dal punto di vista di spettacolo e business gli eSports forniscono moltissime risorse e vedono un futuro molto aureo davanti.
Basti pensare che il CIO (Comitato Olimpico Internazionale) sta seriamente prendendo in considerazione l’idea di portare queste discipline elettroniche nel medagliere per Tokyo 2020, in occasione della edizione n° 32 dei Giochi olimpici.
Qui ovviamente c’è il grosso dibattito sulla definizione di sport in quanto per molti è un concetto legato all’attività fisica e non digitale, ma questa è un’altra storia.
A noi interessa il futuro degli eSports oltre le Olimpiadi, il futuro a cui noi videogiocatori siamo interessati sia come spettatori che come giocatori.

Diventare un atleta elettronico è una strada relativamente ardua, in particolare in Italia dove questa realtà ha ancora tanti muri da demolire e dove i team non sono tanti, data la mancanza di sponsor ed organizzazioni.
Servono le abilità, le competenze, la virtù di attendere la propria occasione giusta e di maturare nel mentre, sia come persone che come giocatori.

Ma la storia non ha mai visto questo settore in declino, anzi: con i miglioramenti ad hardware e software e lo sviluppo di ancora più titoli competitivi, i settori in cui un appassionato più cimentarsi sono molteplici.
Il domani degli eSports è, salvo catastrofi, un intero universo in espansione, in grado di fornire un alto livello di competizione ed intrattenimento.
Prendere parte a questo destino è facile e non costa niente, piuttosto ci dona qualcosa: emozioni e passione.
Dunque perchè investire come individuali in questa realtà?
Perchè da quando abbiamo acceso la nostra prima console o il nostro primo pc, ne abbiamo preso parte inconsapevolmente.
E, inutile negarlo, è stata da sempre parte della nostra vita.

torneo esports

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Sono uno studente universitario appassionato di eSports e di giornalismo. Ho frequentato molteplici community/multigaming all'estero in alcune svolgendo anche il ruolo di amministratore e/o co-founder, scrivendo articoli per alcuni siti, recensioni di videogiochi e intervistando giocatori e team, sia amatoriali che di alto livello.

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