Retrogaming e il futuro del passato

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L’atmosfera vintage del retrogaming, è risaputo, è qualcosa di celestiale per i videogiocatori.
Ogni anno ci sono spunti continui per far tornare di moda certi elementi apparentemente destinati a svanire, almeno nelle nuove generazioni.
Basta vedere come una serie tv come Stranger Things abbia riportato in auge quell’eighties touch.
O ancora, è interessante osservare la mancata morte delle sale giochi nel mondo, specialmente in USA e Japan, dove i nostalgici e i fan degli arcade si ritrovano ancora alla caccia di esperienze come ai vecchi tempi.
E’ vero che i dati mostrano un graduale declino nel genere: in Giappone si è passati da 44k arcade registrati nel 1980 a circa 5k.
Senza contare i 9k locali con al loro interno una media di 50 cabinati.
Ma tutto questo pare un mondo destinato a non cadere nel buio, anzi, in grado di mantenere gli schermi accesi.

 

Assieme alla storia di questi, continua imperterrita quella delle prime console e dei giochi che hanno fatto la storia della tecnologia videoludica.
Nintendo, Atari e SEGA in primis sono le aziende legate ai ricordi della infanzia degli appassionati che, magari, hanno trasmesso ai loro figli la passione proprio per i videogiochi.
Questi ultimi, poi, hanno visto l’alba delle moderne console quali XBOX e PlayStation, eredi del trono di Megadrive e Famicon, ora rivali nella guerra del monopolio dell’home gaming.
Poi sono giunti i PC: inizialmente dedicati ad ambienti lavorativi, successivamente divenuti la fabbrica del progresso tecnologico e l’emblema dello sviluppo.
Le componenti sono diventate sempre più potenti, assieme ai giochi stessi.
Ed ora il destino del retrogaming passa per le loro mani mediante l’emulazione e, dall’altro polo, attraverso il rilancio moderno delle vecchie console.

In quest’ultimo ambito c’è poco da dire: la nostalgia fa da padrona nei clienti, il profitto nell’azienda.
Il ritorno in pompa magna di NES (classic mini) e Megadrive nel Q4 2016 ha causato stupore ed eccitazione sia nei nuovi giocatori in cerca di un ritorno al passato, sia nei proprietari della console originale.super nintendo
La proposta di Nintendo e SEGA è stata ben accettata e l’effetto nostalgia ha dato i suoi frutti.
Nonostante non siano console alla pari con quelle di casa Sony e Microsoft, il loro gioco psicologico ha influito notevolmente sulle vendite e i consumi.
Questo però, nonostante abbia ridato vita a titoli sia abandonware che storici, non sarà mai alla pari del fenomeno emulation.

Quest’universo è ancora poco noto, ma pullulato da programmatori indipendenti che vedono nei PC la speranza per ravvivare la fiamma dei vecchi tempi, ricordare le tradizioni e l’evoluzione dei videogames.
Mediante l’emulazione delle console stesse è possibile rigiocare, anche migliorando la qualità grafica, praticamente qualsiasi videogioco esistito per quella console.
Grazie anche a dei fantastici repository dedicati, ad accesso limitato ma forniti di ogni singola ROM esistente.
Questa è chiaramente l’Isola del Tesoro per gli interessati, il Nirvana dei videogiocatori.

Del resto è ‘sufficiente’ un pc con un setup ottimale (si parla di componenti per un prezzo totale di 800/1000 € massimo) per gestire la maggior parte degli emulatori e supportarli a pieno.
Se non si può possedere un pc di questa fascia, esiste sempre il Raspberry Pi, in grado di portare nel nostro Homecade (Home Arcade) dal GameCube al GameBoy, MAME, PSX, SNES e tanti altri, grazie al fantastico RetroPie.
Come poter creare tutto ciò?
E’ più semplice di quanto sembri: qui potete trovare la ricetta per questa pietanza succulenta.
O ancora, in questo canale Youtube sono pubblicate ottime guide e suggerimenti per il vostro emulatore.

Insomma, il mondo del retrogaming non da segni di cedimento.
Anzi, è un ambiente cult revival amato e desiderato, niente di statico e continuamente alla ricerca di evoluzione.
La dimostrazione per eccellenza di questa affermazione è, per fare un esempio, il Konbo Arcade Cafe ad Edinburgo, dove si possono gustare i cabinati assieme a caffè e brioche.
L’eredità degli anni ormai trascorsi, oramai immortali, degna dei musei.

retrogaming

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